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Ripensando a OrvietoScienza 2017

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platea longoRiappropriamoci del nostro futuro! Lo dice con forza trascinante Settimo Termini - sono 300 gli studenti che applaudono nella splendida Sala dei 400 del Palazzo del Capitano del Popolo a Orvieto - venerdì mattina, è da poco iniziata la quinta edizione di OrvietoScienza, quest'anno sul tema intelligenza artificiale vs intelligenza naturale.

Alcuni giorni sono passati, e i commenti positivi di tutti coloro che sono intervenuti ci dicono che è giunto il momento di fare un bilancio sulla formula di OrvietoScienza. Ecco la ricetta: scelto un argomento di grande attualità e rilevanza eyewire1scientifica, si propongono agli studenti laboratori elettivi a classi aperte a partire da ottobre, guidati dai loro docenti o da altri esperti. I lavori di ricerca sono portati avanti con le modalità dell’apprendimento cooperativo, della ricerca azione, e sono supportate dagli strumenti collaborativi digitali, che permettono di amplificare e moltiplicare il risultato degli incontri in presenza. I lavori dei gruppi hanno un obiettivo reale: alla fine di febbraio viene organizzato un evento di due giorni, aperto agli studenti ma anche al pubblico, cui partecipano esperti di rilevanza nazionale, e non solo, docenti e ricercatori, gruppo eyewire todiniche garantiscano una pluralità di visioni, anche interdisciplinari, sull’argomento scelto. Nel corso dell’evento le presentazioni degli esperti si intrecciano con quelle degli studenti, che sono arrivati all’appuntamento con un bagaglio di preparazione che gli permette di occupare a pieno titolo un posto nel convegno, riuscendo a interagire, capire e porre domande intelligenti. I cittadini sono parte integrante del pubblico, con le loro riflessioni e le loro domande, in un’ottica di divulgazione scientifica come strumento di democrazia.

 

E ancora una volta, la formula inventata dalla nostra scuola ha funzionato bene. Ma una formula da sola non basta: molte sono le persone da ringraziare per la buona riuscita di questa nuova edizione. A partire dai colleghi che hanno curato i laboratori, questa volta tutti interni all'istituto:  Paolo Serpietri,  Emilio Giuffrida, Luciana Colella, Simona neurone3Cursale, ma anche tutto l’Ufficio di Direzione e di Segreteria per l’insostituibile supporto prima, durante e dopo, e tutti i colleghi che hanno partecipato alle giornate finali, dando così anche importanza al lavoro svolto dai nostri studenti. Non possiamo dimenticare i nostri sponsor, che hanno generosamente finanziato le spese  vive: Il Comune di Orvieto, la Fondazione Cassa di Risparmio, la Bottega Michelangeli, ARPA Umbria, Pearson Editore. Siamo davvero commossi per la generosità dei relatori che si sono sobbarcati viaggi da Trieste, da Palermo, da Genova, da Bari per venire per portare a Orvieto lo stato dell'arte sia delle neuroscienze che della robotica,  tutto condito da buone dosi di filosofia. Lo hanno fatto senza alcun compenso, se non la soddisfazione di vedere nei giovani l’interesse e la voglia di capire. Dopo i sogni  tecnologici presentati da Bruno Siciliano  e il punto della situazione sulle neuroscienze offerto da Alessandro Treves e Piergiorgio Strata, sono stati Guglielmo Tamburrini, Pietro Greco e Nicola Costantino a porre i problemi etici e le sfide per la società che accompagnano la rivoluzione in corso della robotica e della intelligenza artificiale. Rossella Panarese ha coordinato tutti i lavori con grande competenza ed è riuscita a dare un brillante risalto alla partecipazione degli studenti. carta
E sono proprio gli studenti quelli che vogliamo ringraziare di più,  i veri protagonisti di tutto il processo di OrvietoScienza,  che ancora una volta sono stati  all’altezza di  presentare il frutto del loro lavoro a un vasto pubblico che comprendeva i loro compagni, i ricercatori e i cittadini di Orvieto. Ricordiamo i bei lavori, apprezzati da tutti, sulle Reti Neurali per il riconoscimento di immagini, sulla Carta dei Diritti degli umani in una società fortemente robotizzata, sull’esperimento di crowd science per la mappatura dei neuroni, la preparazione dei poster di ricerca, la realizzazione del modello in grandi dimensioni del neurone, gli articoli per il concorso #dilloagalileo, la splendida messa in scena della pièce teatrale Un trapianto molto particolare, di Giuseppe O. Longo, da parte del maestro Andrea Brugnera… Una menzione del tutto speciale va fatta per i bravi studenti del Liceo Scientifico di Ischia, che hanno portato a OrvietoScienza un lavoro sperimentale particolarmente interessante - fatto tutto da soli, assicura la Prof.ssa Saveria Volta. Ma non solo: gli Ischitani hanno fatto breccia nel cuore dei colleghi orvietani, che li hanno ospitati nelle loro case per tre giorni, per la loro gentilezza e amichevolezza; sono nate delle amicizie che, forse, sono uno dei risultati più belli di questa edizione.

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