Liceo Ettore Majorana Orvieto

Majorana Orvieto

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Normativa
  • Regolamento d'Istituto   ( 2 articoli )

    Settembre 1995
    Aggiornato al novembre 1999

    REGOLAMENTO DI ISTITUTO

    TITOLO I

    ORGANI COLLEGIALI

    (artt.  5/11 D. lg. 16/4/1994 n. 297 e D.P.C.M. 7 giugno 1995 - parte I^ punto 7.6.)

    ART. 1            DISPOSIZIONI GENERALI SUL FUNZIONAMENTO

    1.1.      Convocazione

    La convocazione di un organo collegiale avviene:

    -           con preavviso - di massima - non  inferiore a 5 giorni;

    -           con lettera diretta ai singoli membri e con avviso affisso all'albo d'Istituto, che è, comunque, adempimento sufficiente per la regolarità della convocazione

    -           con indicazione degli argomenti da trattare.

    1.2.      Processo verbale

    Di ogni seduta di ciascun organo collegiale viene redatto il relativo processo verbale che, steso su apposito registro a pagine numerate o su modelli rilegati annualmente in successione cronologica, viene firmato dal presidente e dal segretario.

    1.3.      Pubblicità delle sedute

    Le sedute sono pubbliche, tranne per gli organi e le materie per i quali esiste espresso divieto.

    1.4.      Programmazione delle attività

    Ciascuno degli organi collegiali programma - nei limiti del possibile - le proprie attività nel tempo allo scopo di realizzare un ordinato svolgimento delle stesse nell'ambito delle proprie competenze.

    1.5.      Coordinamento

    Ciascun organo collegiale opera in forma coordinata con gli altri organi collegiali, soprattutto quando le decisioni di un organo sono presupposto per quelle di un altro nelle medesime materie.

    ART. 2            CONVOCAZIONE E RIUNIONE DEI CONSIGLI DI CLASSE

    I C.d.C. sono convocati dal preside o dai rispettivi coordinatori di classe - qualora delegati dal preside - o su richiesta scritta e motivata della maggioranza dei componenti di ciascuno di essi, escluso dal computo il presidente.

    La convocazione è fatta in forma scritta con indicazione dell'o.d.g. ed è comunicata ai componenti -di norma- non meno di 5 gg. prima della data della riunione.

    Per motivi contingibili ed urgenti la convocazione può essere inoltrata anche  con preavviso non superiore a 3 gg.

    Ogni C.d.C. si riunisce -di norma- almeno ogni due mesi in ore non  coincidenti con l'orario di lezione.

    Gli atti sono pubblicati all'albo entro 3gg. e rimangono esposti nei 10 gg. successivi.

     

    ART. 3            CONVOCAZIONE E RIUNIONE DEL COLLEGIO DEI DOCENTI

    Il C.D. è convocato dal preside o su richiesta di almeno un terzo dei suoi componenti.

    La convocazione è fatta in forma scritta, con indicazione dell'o.d.g., ed è comunicata ai componenti -di norma- non meno di 5 gg. prima della data della riunione.

    Il C.D. si riunisce, in ore non coincidenti con l'orario di lezione, all'inizio ed alla fine dell'anno scolastico e almeno una volta a trimestre o quadrimestre.

    Gli atti sono pubblicati all'albo entro 3 gg. e rimangono esposti nei 10 gg. successivi.

     

    ART. 4            CONVOCAZIONE E RIUNIONE DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO

    4.1.      Convocazione

    Il C.d.I. è convocato dal suo presidente.

    In caso di impedimento del presidente è convocato dal vicepresidente.

    La prima convocazione, successiva al rinnovo, è effettuata dal preside.

    Il presidente è tenuto alla convocazione del consiglio qualora richiesta dal presidente della Giunta Esecutiva ovvero dalla maggioranza dei componenti il consiglio stesso, escluso dal computo il presidente.

    La convocazione avviene con avviso all'albo e con lettera inoltrata ai componenti almeno 5 gg. prima della data fissata per la riunione.

    Per motivi urgenti la convocazione può essere effettuata fino a 3 gg. prima della riunione.

    4.2.      Elezione del presidente, del vice presidente e della giunta esecutiva

    Nella prima seduta -di insediamento- il C.d.I. è presieduto dal preside ed elegge - tra i rappresentanti eletti dei genitori - il proprio presidente.

    L'elezione ha luogo a scrutinio segreto.

    Risulta eletto il genitore che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti dei componenti il consiglio.

    Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, il Presidente è eletto a maggioranza relativa dei votanti.

    A parità di voti è eletto il più anziano di età.

    Il consiglio elegge poi -tra i rappresentanti dei genitori- anche un vice presidente con le stesse modalità previste per l'elezione del presidente.

    Il consiglio elegge infine, nel suo seno, la giunta esecutiva nel rispetto della composizione per componenti stabilita dalla legge.

    4.3.      Delega al preside

    Il C.d.I.può delegare annualmente il preside su materie di propria competenza.

    4.4.      Relazione annuale

    La relazione, se e in quanto dovuta, è predisposta dalla giunta esecutiva e redatta nei tempi e nei termini fissati dalle norme in vigore.

    Essa è oggetto di discussione e di approvazione in apposita seduta del consiglio.

    Qualora si debba procedere al rinnovo di tale organo, la relazione è approvata in data antecedente a quella fissata per le elezioni.

    4.5.      Pubblicità degli atti

    La pubblicità degli atti avviene mediante affissione all'albo di copia delle deliberazioni adottate entro il termine massimo di 8 gg. dalla relativa seduta.

    Gli atti rimangono esposti per i 10 gg. successivi alla data di pubblicazione.

    I verbali e gli atti preparatori sono depositati presso gli uffici di segreteria dell'istituto e -per lo stesso periodo- sono esibiti a chiunque, avendone titolo, ne faccia richiesta nelle forme prescritte.

    Non sono soggette a pubblicazione gli atti e le deliberazioni concernenti singole persone, salvo  contraria richiesta dell'interessato.

     

    ART. 5            CONVOCAZIONE DEL COMITATO PER LA VALUTAZIONE DEL SERVIZIO

    Il C.V.S. è convocato dal preside, con avviso scritto, inoltrato ai componenti almeno 5 gg. prima della data fissata per la riunione, contenente il relativo o.d.g.

    La convocazione avviene:

    -           su richiesta dell'interessato ai sensi dell'art. 448 D.lg. 16/4/94 n. 297;

    -           parimenti su richiesta dell'interessato ai sensi dell'art. 501 D.lg. sopra richiamato;

    -           d'ufficio, al termine del periodo prescritto, per la valutazione dell'anno di formazione e di prova, ai sensi dell'art. 440 D.lg. sopra richiamato;

    -           qualora se ne ravvisi la necessità.

    I relativi atti non sono soggetti a pubblicazione.

     TITOLO II

    ASSEMBLEE E COMITATI

    (artt. 12/15 D.lg. 16/4/94 n. 297 e D.P.C.M. 7 giugno 1995 - parte I^, punto 7.6.)

    Art. 6               ASSEMBLEE DEGLI STUDENTI

    6.1.      Assemblea di istituto

    L'assemblea mensile di istituto è richiesta per iscritto, con indicazione del relativo o.d.g., dalla maggioranza del comitato studentesco di istituto, -ove costituito- o dai rappresentanti di tutte le classi o dal 10% degli studenti dell'istituto almeno 5 gg. prima della data fissata per il suo svolgimento.

    L'assemblea è valida con la presenza della maggioranza degli studenti.

    Qualora per la trattazione di uno o più punti sia prevista la presenza di esperti, la richiesta va inoltrata in tempo utile -almeno 10 gg.- perché si possa riunire il C.d.I. per la relativa autorizzazione.

    Il C.d.I. può delegare, all'inizio dell'anno scolastico, il preside per l'autorizzazione di cui trattasi.

    Nella prima assemblea di ogni anno scolastico vengono eletti un presidente ed eventualmente un vice presidente, le cui modalità di elezione ed i cui compiti vengono definiti in un apposito regolamento per il funzionamento dell'assemblea stessa.

    Il testo del regolamento ed il nome degli eletti vengono trasmessi al preside ed al consiglio di istituto.

    Il presidente è -nei confronti del preside- responsabile del regolare svolgimento dell'assemblea.

    Di ogni assemblea, a cura del presidente, viene redatto apposito verbale che, consegnato al preside, verrà conservato agli atti della scuola.

    Nel caso il preside -o suo delegato- constati la violazione delle norme che regolano il diritto di assemblea, l'assemblea stessa verrà immediatamente sciolta.

    Il preside -se ve ne sono le condizioni- può decidere che vengano riprese le lezioni secondo l'orario del giorno.

    Le assemblee pomeridiane saranno autorizzate nei limiti della possibilità di apertura della scuola e della disponibilità di personale di sorveglianza e vigilanza.

    In relazione alla disponibilità dei locali nonché al modello organizzativo più funzionale alla trattazione degli argomenti, l'assemblea può articolarsi in assemblee di classe, assemblee di classi parallele o assemblee di biennio e di triennio.

    Qualora se ne ravvisi la necessità, la riunione può avvenire anche presso il Palazzetto dello Sport o -previa autorizzazione del C.d.I.- in altro locale idoneo esterno alla scuola.

    In tal caso ogni classe si sposterà dall'istituto  alla sede stabilita con la presenza di almeno un docente.

    Prima dell'inizio dell'assemblea sarà fatto l'appello -classe per classe- da parte dei docenti in servizio.

    Nessuno può allontanarsi dall'assemblea -tantomeno uscire dalla scuola- prima del termine fissato per la sua conclusione.

    Qualora lo ritenga necessario, il preside può disporre che al termine dell'assemblea venga effettuato l'appello classe per classe.

    6.2.      Assemblea di classe

    Le assemblee mensili di classe sono richieste per iscritto, con indicazione dell'o.d.g., dai relativi rappresentanti almeno 5 gg. prima della data fissata per il loro svolgimento.

    Di ogni assemblea, a cura dei rappresentanti della classe, viene redatto apposito verbale che, consegnato al preside, verrà conservato agli atti della scuola.

    Nel caso il preside -o suo delegato- constati la violazione delle norme che regolano il diritto di assemblea, l'assemblea stessa verrà immediatamente sciolta e saranno riprese le lezioni secondo l'orario del giorno.

    Possono essere richieste assemblee di classi parallele nonché assemblee di classe contemporanee per la trattazione di un medesimo o.d.g.

    Le due ore mensili cui ha diritto ogni classe per effettuare la propria assemblea possono essere utilizzate anche in due giorni diversi.

    6.3.      Comitato studentesco di istituto

    I rappresentanti degli studenti nei consigli di classe possono esprimere un comitato studentesco di istituto.

    Una volta costituito, il comitato può darsi un regolamento ed esprimere un presidente.

    Il comitato studentesco si riunisce in ore non coincidenti con l'orario di lezione nei giorni in cui è prevista l'apertura della scuola.

    La richiesta di riunione viene inoltrata al preside almeno 5 gg. prima della data prevista per il suo svolgimento.

    Il comitato studentesco può assumere -fra gli altri compiti- anche quello di proporre una programmazione annuale delle assemblee di istituto e di classe.

    Alle riunioni del comitato studentesco possono partecipare, oltre ai rappresentanti di istituto eletti dagli studenti, anche il preside o  i docenti da questi delegati.

    Il comitato studentesco di istituto può essere riunito dal preside o suo delegato anche in orario di lezione per questioni urgenti attinenti il funzionamento dell'istituto.

     

    Art. 7               ASSEMBLEE DEI GENITORI

    7.1.      Assemblea di istituto

    L'assemblea di istituto è convocata su richiesta del presidente dell'assemblea -ove eletto- o della maggioranza del comitato dei genitori -ove costituito- oppure del 20% dei genitori.

    La data e l'orario di svolgimento debbono essere concordati, di volta in volta, con il preside.

    Qualora per lo svolgimento dell'assemblea vengano richiesti i locali dell'istituto, il preside, sentita la giunta esecutiva, autorizza la convocazione ed i genitori promotori ne danno comunicazione mediante affissione di apposito avviso all'albo, rendendo noto anche l'o.d.g.

    L'assemblea si svolge fuori dell'orario delle lezioni.

    Essa si dà un regolamento per il proprio funzionamento, che viene inviato al coniglio di istituto.

    Elegge inoltre, nel proprio seno, un presidente ed, eventualmente, un vice presidente.

    In relazione al numero dei partecipanti ed alla disponibilità dei locali, l'assemblea può svolgersi in locali diversi da quelli dell'istituto o articolarsi in assemblee di classi parallele o in assemblea di biennio e triennio.

    All'assemblea di istituto possono partecipare con diritto di parola il preside ed i docenti dell'stituto.

    7.2.      Assemblee di classe

    Le assemblee di classe sono convocate su richiesta dei genitori eletti nei rispettivi consigli.

    La procedura di convocazione è la medesima di quella prevista dall'assemblea di istituto, fatta eccezione per l'obbligo del preside di sentire la giunta esecutiva.

    Le assemblee di classe si svolgono parimenti fuori dell'orario delle lezioni.

    Alle assemblee di classe possono partecipare con diritto di parola il preside ed i docenti delle classi di volta in volta interessate.

    7.3.      Comitato dei genitori dell'istituto

    I rappresentanti dei genitori eletti nei consigli di classe possono esprimere un comitato dei genitori dell'istituto.

    Una volta costituito, il comitato può darsi un regolamento ed esprimere un presidente.

    Il comitato si riunisce in ore non coincidenti con l'orario di lezione nei giorni in cui è prevista l'apertura della scuola.

    Alle riunioni del comitato può partecipare con diritto di parola il preside o suo delegato.

     

    Art.8                ASSEMBLEE ORGANIZZATE DALLA SCUOLA

    La scuola può organizzare assemblee di genitori e/o di studenti per classi, per classi parallele, per indirizzi e di istituto.

    In tal caso l'iniziativa spetta al preside o ad uno degli OO.CC. previsti per legge.

    La convocazione viene effettuata dal preside  in orario non coincidente con quello di lezione.

    Anche a tali assemblee può partecipare il personale docente interessato.

    Art. 9               ALTRI COMITATI

    Il Consiglio di istituto, fermo restando il diritto all'autonomia di iniziativa degli altri OO.CC., può promuovere la costituzione di comitati composti da rappresentanti delle diverse componenti scolastiche con compiti definiti e circoscritti.

    Le diverse componenti designano autonomamente i propri rappresentanti.

    Le riunioni dei comitati si tengono nei locali della scuola in ore non coincidenti con l'orario di lezione previo accordo con il preside.

     

     

    TITOLO III

    RICHIESTE ED INIZIATIVE DI SOGGETTI ESTERNI

    Art. 10            RICHIESTE DI PUBBLICIZZAZIONE

    Le richieste di pubblicizzazione di attività ed iniziative all'interno della scuola da parte di soggetti esterni, mediante affissione di materiale cartaceo, vengono presentate al preside -o suo delegato- che decide sull'autorizzazione.

     

    Art. 11            RICHIESTE DI INTERVENTI INFORMATIVI E DI PROPAGANDA DIRETTI AGLI STUDENTI ALL'INTERNO DELLA SCUOLA

    Le richieste di soggetti esterni per fornire informazioni agli studenti e/o propagandare iniziative ed attività possono essere accolte solo se ritenute utili per la crescita culturale e civica degli studenti stessi o ai fini della scelta della prosecuzione degli studi e dell'inserimento nel mondo del lavoro.  Le richieste vanno inoltrate al preside -di norma- entro il 31 agosto di ogni anno in modo che possano essere esaminate dal C.D. in sede di programmazione annuale delle attività.

    Non saranno in ogni caso prese in considerazione richieste presentate  senza congruo anticipo, tale da permettere la dovuta valutazione da parte del C.d.I. e la relativa organizzazione.

    Il C.d.I. ed il C.D. possono, all'inizio di ogni anno scolastico, delegare il preside ad esaminare le domande ed ad assumere le relative decisioni in merito.

    Le ore di lezione utilizzabili per dette attività non possono, nell'anno scolastico, superare -di massima- complessivamente il n. di dodici, pari a due giorni di lezione.

     

    Art. 12            PARTECIPAZIONE AD INIZIATIVE PROMOSSE AL DI FUORI DELLA SCUOLA DA SOGGETTI ESTERNI

    La partecipazione ad iniziative promosse da soggetti esterni, al di fuori della scuola ed in orario scolastico, di gruppi di studenti, di studenti singoli, di classi intere o dell'istituto, può avvenire -oltre che con l'assenso dei genitori degli studenti minorenni- con l'autorizzazione del C.d.I. e con la presenza di almeno un docente per classe o un docente per gruppo, eccetto i casi di partecipazione ad iniziative promosse dal M.P.I. che prevedano la partecipazione dei soli studenti.

    Le ore di lezione utilizzabili per dette attività non possono, nell'anno scolastico, superare -di massima- complessivamente il n. di dodici, pari a due giorni di lezione, salvo il caso di iniziative particolarmente rilevanti che saranno valutate dagli OO.CC. ed eventualmente autorizzate.

    In ogni caso la partecipazione è subordinata alla valutazione dell'utilità didattica e formativa delle iniziative da parte dell'autorità scolastica, sentiti di volta in volta gli organi collegiali competenti.

    Il C.d.I. e gli altri OO.CC. possono delegare, all'inizio di ogni anno scolastico, il preside ad assumere le relative decisioni in merito, sentiti i collaboratori.

     

    Art. 13            RICHIESTE D'USO DEI LOCALI E DEGLI SPAZI DELLA SCUOLA DA PARTE DI SOGGETTI ESTERNI

    L'uso dei locali e degli spazi esterni della scuola viene concesso dall'ente proprietario previo parere favorevole del C.d.I.

    La richiesta di parere deve essere inoltrata al C.d.I. almeno 15 gg. prima della data prevista per l'utilizzazione.

    Il C.d.I. stabilisce le prescrizioni cui i concessionari dovranno attenersi, e che l'ente proprietario concedente  dovrà far rispettare, al fine di garantire il buon uso dei locali e degli spazi e la salvaguardia delle esigenze prioritarie della scuola.

    Il preside può revocare l'assenso alla concessione qualora -direttamente o tramite suo delegato- constati l'inottemperanza a dette prescrizioni.

     

     

    TITOLO IV

    ORGANIZZAZIONE INTERNA

    (D.P.C.M. 7 giugno 1995 - parte I^, punto 7.6.)

     

    Art. 14            VIGILANZA SUGLI ALUNNI

    La vigilanza sugli alunni è esercitata dal personale docente secondo il rispettivo orario di servizio.

    14.1.   Vigilanza all'entrata

    La vigilanza all'entrata viene esercitata dai docenti della prima ora.

    Gli alunni entrano a scuola nei 5 minuti che precedono l'inizio delle lezioni.

    Pertanto i docenti in servizio nella prima ora debbono essere a scuola almeno 10 minuti ed in classe almeno 5 minuti prima dell'inizio delle lezioni

    14.2.   Vigilanza all'uscita

    La vigilanza all'uscita viene esercitata dai docenti dell'ultima ora.

    Normalmente le classi escono utilizzando il percorso più breve rispetto alle aule assegnate. Qualora si dovessero verificare problemi, saranno assegnati appositi percorsi. Il piano di evacuazione avrà una sua specifica normativa.

    I docenti controllano che l'uscita dagli edifici avvenga in modo ordinato.

    14.3.   Vigilanza negli intervalli

    La vigilanza negli intervalli viene esercitata, nei rispettivi piani dell'edificio principale o negli edifici staccati, dai docenti in servizio nelle ore che si concludono con l'intervallo e, nel piazzale esterno, dai docenti in servizio nell'ora successiva.

    I docenti possono autonomamente stabilire turni settimanali di sorveglianza in modo tale che venga comunque assicurata la presenza in ogni piano dell'edificio principale, in ogni edificio staccato e nel piazzale esterno di almeno due docenti.

    In tal caso i turni vanno comunicati al preside ed affissi all'albo dell'istituto.

    14.4.   Vigilanza in sedi staccate e nel trasferimento di classi o di gruppi di alunni in edifici attigui all'istituto

    Nel caso in cui le lezioni o le attività didattiche si svolgano in edifici attigui il trasferimento di classi o di gruppi di alunni da e all'edificio principale avviene alla presenza del docente in quel momento in servizio nella classe o comunque incaricato.

    Per la vigilanza all'entrata nella sede staccata valgono le stesse regole stabilite per l'entrata nell'edificio principale.

    Per la vigilanza all'uscita dalla sede staccata valgono parimenti le stesse regole stabilite per l'edificio principale.

    Per la vigilanza negli intervalli vale quanto detto al punto precedente.

    14.5.   Entrate ed uscite anticipate permanenti

    Nel caso di entrate od uscite anticipate autorizzate dal preside su richiesta dei genitori degli alunni minorenni o degli alunni maggiorenni, non può essere esercitata la vigilanza da parte dei docenti.

    In tal caso il preside concede l'autorizzazione con assunzione di responsabilità da parte dei genitori o degli alunni maggiorenni.

    In particolare tale situazione potrà verificarsi per l'entrata anticipata degli alunni fuori sede nel periodo invernale.

    Nel tempo intercorrente fra l'entrata anticipata e l'inizio delle lezioni gli alunni restano nell'atrio della scuola alla presenza del personale di sorveglianza.

    14.6.   Variazione e/o specificazione della regolamentazione dell'art. 14

    Il preside, per esigenze di miglioramento dell'organizzazione o di maggiore chiarezza e funzionalità, può apportare variazioni e/o specificazioni dandone comunicazione ai soggetti interessati.

     

    Art. 14 bis      DIVIETO DI FUMO (legge 11.11.75 n. 584)

    Sono interdetti al fumo tutti i locali dell’edificio principale e delle sedi staccate usati dagli studenti ed aperti indiscriminatamente al pubblico. In detti locali sono affissi appositi cartelli. Ai contravventori saranno applicate le ammende previste dalla legge (vedi del. C.d.I. n. 50 del 5/7/96).

     

    Art. 15            ASSENZE, ENTRATE ED USCITE FUORI ORARIO

    15.1.   Assenze

    Le assenze vengono giustificate dal docente della prima ora del giorno di rientro a scuola. L'alunno sprovvisto della regolare giustificazione sarà inviato in presidenza e sarà riammesso con riserva solo con autorizzazione del preside o dei suoi collaboratori.

    Qualora lo studente interessato non regolarizzi, presentando al docente della prima ora la regolare giustificazione sul libretto personale entro il giorno successivo, non sarà riammesso a scuola.

    La giustificazione viene presentata su apposito libretto da chi - genitore o chi ne fa le veci - al momento del ritiro dello stesso ha depositato la propria firma.

    Alla 5a assenza non continuativa l’alunno interessato dovrà presentare il libretto al docente incaricato dal preside per le necessarie verifiche.

    Dopo 5 gg. di assenza continuativa si è riammessi previa presentazione di certificato medico.

    E' fatto obbligo ad ogni docente, ed in particolare ai coordinatori di classe, segnalare al docente incaricato dal preside il ripetersi delle assenze e qualsiasi anomalia venga notata sul libretto personale.

    N.B. Ogni operazione relativa alle assenze, alle giusticazioni delle stesse e alle riammissioni con riserva, va annotata con assoluto rigore ed in modo ordinato e leggibile sul giornale di classe. Ogni omissione è soggetta a richiamo formale e, successivamente, a specifico provvedimento disciplinare.

    15.2.   Entrate fuori orario

    Di norma non è consentito entrare dopo la prima ora di lezione. L’ammissione in classe dopo la prima ora deve essere considerata eccezione e non norma. L’ammissione viene decisa dal docente incaricato dal preside o - in sua assenza - dagli altri collaboratori del preside.

    Se il ritardo è contenuto entro i primi 10 minuti, l’alunno può entrare subito in classe previa ammissione decisa dal docente incaricato o dagli altri collaboratori in servizio.

    Se il ritardo supera invece i 10 minuti, l’entrata è posticipata alla fine della prima ora, previa ammissione decisa dal docente incaricato dal preside o - in sua assenza - dagli altri collaboratori.

    N.B. L’ammissione avviene sempre con annotazione sul registro di classe e con firma del docente incaricato sul libretto personale. Quando il ritardo è prevedibile la giustificazione viene richiesta sul libretto personale da chi ha depositato la firma. Quando il ritardo non è prevedibile esso viene annotato dal docente incaricato,  secondo la casistica di cui sopra, sul libretto personale dell’alunno e questi, una volta tornato a casa, lo farà firmare da chi ha depositato la firma.

    15.3.   Uscite fuori orario

    Le uscite fuori orario degli alunni minorenni possono avvenire solo con la presenza di un genitore o persona da questi delegata per iscritto e munita di valido documento di riconoscimento. 

    Le uscite fuori orario degli alunni maggiorenni saranno autorizzate dal preside o dai suoi collaboratori, valutando la richiesta caso per caso.

    N.B. Le uscite fuori orario vanno annotate, a cura dello studente, sul libretto personale e, a cura del docente, sul registro di classe.

    15.4.   Studenti maggiorenni

    Gli studenti maggiorenni possono ritirare e firmare personalmente il libretto.

    Possono parimenti richiedere direttamente la giustificazione di assenze, entrate ed uscite fuori orario, con le stesse modalità e le regole valide per gli altri studenti.

    15.5.  Regola generale

    Senza il libretto personale non sarà accettata alcuna richiesta né di entrata né di uscita fuori orario.

    15.6.   Variazione e/o specificazione della regolamentazione dell'art. 15

    Il preside, per esigenze di miglioramento dell'organizzazione o di maggiore chiarezza e funzionalità, può apportare variazioni e/o specificazioni dandone comunicazione ai soggetti interessati.

    Art. 16            INTERVALLO/I

    L'intervallo o gli intervalli sono stabiliti annualmente nell'ambito dell'organizzazione dell'orario delle lezioni.

    Nell'intervallo o negli intervalli gli alunni non possono uscire dall'area di pertinenza della scuola. Il preside può definire in modo più preciso tale ambito sulla base delle esigenze che si presenteranno.

    All'interno della scuola funziona il servizio di colazione e bevande la cui gestione viene affidata, con apposito atto del consiglio di istituto, a soggetti privati.

     

    Art. 17            APERTURA POMERIDIANA

    L'apertura pomeridiana della scuola per lo svolgimento delle attività curricolari e/o extracurricolari viene stabilita con apposito atto del C.d.I. in relazione alla programmazione annuale.

    L'apertura per esigenze particolari e contingenti viene decisa di volta in volta dal preside.

     

    Art. 18            USO DEL PIAZZALE ESTERNO E DEGLI SPAZI COMUNI

    Tutti sono tenuti a collaborare alla buona tenuta degli spazi comuni ed in particolare del piazzale esterno e delle aree verdi.

    E' vietato sporcare, deturpare, gettare per terra carte, lattine od altro materiale, danneggiare aiuole, alberi ed arbusti.

    Chiunque contravvenga a tale divieto, oltre a provvedere personalmente alla pulizia o al risarcimento dell'eventuale danno, incorre nelle sanzioni disciplinari previste dall'ordinamento scolastico.

    E' fatto divieto, nel periodo di apertura della scuola, di introdurre e parcheggiare veicoli a motore nellarea antistante l'ingresso.

    Sono fatti salvi i casi di emergenza e di carico e scarico nonché situazioni particolari per le quali può decidere direttamente l'autorità scolastica.

     

    Art. 19            MODALITA' DI COMUNICAZIONE CON STUDENTI E GENITORI

    19.1.   Comunicazione con i genitori

    Al fine di assicurare il miglior interscambio possibile di informazioni e la massima collaborazione fra scuola e famiglie per ottenere i più elevati risultati  nel processo di apprendimento e di formazione culturale e civica di ogni studente, la scuola organizza:

    a)         udienze settimanali, in orario scolastico, con tutti i docenti;

    b)         udienze generali, anche distinte eventualmente per anni di corso o per biennio e triennio o per indirizzo, in numero sufficiente ad assicurare una comunicazione periodica ravvicinata dei livelli di apprendimento e di preparazione:

    -           una ogni trimestre, qualora il C.D. abbia deciso per l'organizzazione dell'anno scolastico in trimestri;

    -           almeno una ogni quadrimestre, qualora il C.D. abbia deciso per l'organizzazione dell'anno scolastico in quadrimestri;

    organizza inoltre, quando se ne ravveda l'opportunità o la necessità:

    c)         assemblee di classe, di indirizzo o di istituto;

    d)         incontri tematici;

    e)         momenti di partecipazione alle decisioni;

    g)         comitati a compito definito.

    La convocazione delle udienze, delle assemblee, degli incontri e dei comitati è effettuata dal preside o suo delegato.

    Fatta eccezione per le udienze settimanali, gli altri incontri e riunioni si svolgono in orario pomeridiano come stabilito agli artt. 8 e 9.

    19.2.   Comunicazione con gli studenti

    Fermo restando che la comunicazione con gli studenti è l'asse portante di ogni attività educativa e didattica, la scuola assicura occasioni ulteriori di comunicazione in momenti specifici di incontro quali:

    -           udienze generali, alle quali possono partecipare anche gli studenti;

    -           assemblee;

    -           incontri tematici;

    -           incontri di partecipazione alle decisioni;

    -           comitati a compito definito;

    -           gruppi di libere attività integrative.

    L'organizzazione dello svolgimento degli incontri e delle attività sono decisi dal preside in base al presente regolamento ed alla programmazione annuale stabilita dagli OO.CC..

     

    TITOLO V

    DIRITTI E DOVERI DEGLI STUDENTI

    (D.P.R. 24 giugno 1998 n. 249)

    Deliberato dal C.d.I. il 25 febbraio 1999

    Art. 20            DIRITTI DEGLI STUDENTI

    20.1.   Diritto alla scuola

    Gli studenti hanno diritto ad usufruire di un edificio adeguato, con locali sicuri ed accessibili ed attrezzature funzionali ed efficienti.

    Hanno inoltre diritto ad un ambiente sereno e formativo sia sul piano civico che su quello professionale.

    20.2. Diritto alla libertà di apprendimento

    Ogni studente ha diritto alla tutela della propria libertà di apprendimento nella direzione della realizzazione delle proprie potenzialità di crescita culturale, intellettuale e umana. In particolare ha diritto:

    -          a studiare in un contesto motivante;

    -          ad essere educato ai valori di libertà, pluralismo, solidarietà, convivenza democratica;

    -          ad avere perciò un insegnamento ispirato ai valori costituzionali ed esercitato nel rispetto della propria personalità.

    20.3. Diritto alla qualità ed alla continuità dell’apprendimento

    Ogni studente ha diritto ad una prestazione didattica qualificata ed aggiornata dal punto di vista disciplinare, metodologico-didattico, psico-pedagogico.

    La continuità dell’apprendimento deve essere garantita dal costante impegno alla rimozione degli ostacoli che riducono la possibilità di fruire della formazione. In questo senso ogni studente ha diritto all’offerta di attività di orientamento, di recupero e/o sostegno

    20.4.   Diritto all’identità personale, alla libertà di pensiero ed alla riservatezza

    Ogni studente ha inoltre il diritto:

    -                 a prestazioni didattiche individualizzate, in particolare in presenza di handicap, nei limiti posti dalle disponibilità di personale e di risorse finanziarie;

    -                 al rispetto delle differenze personali, sessuali, etniche, socioculturali, religiose;

    -                 al rispetto delle sue scelte di vita, alla libertà di pensiero, di parola e di espressione, nelle forme consentite e nel rispetto degli altri;

    -                 all’ascolto delle proprie opinioni;

    -                 al rispetto della riservatezza per tutte le notizie che la scuola possieda o che abbia bisogno di conoscere per motivi educativi e didattici.

    20.5.   Diritto alla libera aggregazione (di riunione, di assemblea e di associazione)

    Gli studenti hanno diritto di aggregarsi e di associarsi liberamente. Hanno diritto di riunirsi in assemblea e di usare i locali della scuola anche in orario pomeridiano nei limiti posti dal Regolamento di Istituto e nel quadro delle attività previste dal Piano dell'Offerta Formativa.

    20.6. Diritto di partecipazione attiva alla vita della scuola

    Tutti gli studenti hanno diritto di confronto costruttivo fra loro e con le altre componenti scolastiche.

    Hanno diritto di partecipazione propositiva a tutte le attività scolastiche, nello spirito del Piano dell'Offerta Formativa.

    Hanno diritto ad essere consultati, direttamente o tramite i loro rappresentanti, sulle decisioni che influiscono in modo rilevante sulla vita della scuola.

    20.7.   Diritto ad una valutazione trasparente e tempestiva

    Tutti gli studenti hanno il diritto di conoscere gli obiettivi educativi e didattici generali e specifici, i criteri ed i metodi di verifica e di valutazione.

    Hanno in particolare il diritto di conoscere tempestivamente l’esito delle prove di verifica, con riferimento sia ai voti sia al rapporto di essi con i criteri utilizzati, soprattutto al fine di poter recuperare le carenze eventualmente emerse.

    20.8. Diritto alla trasparenza delle procedure disciplinari

    Gli studenti hanno diritto ad una normativa dei provvedimenti disciplinari che sia finalizzata contemporaneamente a garantire a tutti il normale svolgimento delle attività scolastiche ed a favorire la responsabilità di ognuno.

    In tal senso hanno diritto a conoscere la normativa in materia, con particolare riferimento alle procedure che debbono essere seguite nel caso di provvedimenti disciplinari.

    20.9.   Diritto all’informazione

    Ogni studente ha diritto:

    -                 ad ogni informazione utile a capire il proprio rendimento scolastico ed il livello di partecipazione alla vita della scuola;

    -                 all’informazione concernente le deliberazioni degli Organi Collegiali;

    -                 all’informazione concernente le attività esterne dirette in particolare ai giovani, mediante l’affissione di notizie nella bacheca degli studenti.

     

    Art. 21            DOVERI DEGLI STUDENTI

    21.1. Dovere di frequenza regolare e di rispetto degli orari

    Tutti gli studenti hanno il dovere di frequentare regolarmente le lezioni e le altre attività obbligatorie deliberate dagli OO.CC.

    Hanno il dovere di frequentare, una volta che siano state scelte ed attivate, anche le attività integrative non curricolari inserite nel Piano dell'Offerta Formativa.

    Hanno inoltre il dovere di rispettare gli orari fissati per le diverse attività nel quadro dell’organizzazione della scuola.

    21.2. Dovere di assolvere agli impegni di studio ed ai compiti assegnati

    Ogni studente è tenuto a partecipare con il massimo impegno alla propria formazione ed alla vita della scuola.

    Ha il dovere di prestare attenzione, interagendo attivamente, alle lezioni e di applicarsi con responsabilità nello studio di tutte le discipline, rispettando i compiti assegnati e portando a scuola il materiale didattico occorrente.

    Ha, in particolare, il dovere di sottoporsi alle verifiche scritte, grafiche, pratiche e orali.

    21.3.   Dovere di comportamento rispettoso e conforme alle regole della convivenza civile

    Tutti gli studenti hanno il dovere di rispettare i compagni, il Capo di Istituto, il personale docente e non docente della scuola.

    Hanno il dovere di tenere in ogni momento della vita scolastica un comportamento corretto e responsabile, coerente con le finalità educative dell’istituzione.

    21.4.   Dovere di osservanza del regolamento interno

    Ogni studente ha il dovere di rispettare le norme di organizzazione e di sicurezza contenute nel Regolamento interno dell’Istituto e di prodigarsi perché i compagni facciano altrettanto.

    21.5. Dovere di rispetto degli ambienti e del patrimonio dell’Istituto

    Tutti gli studenti sono tenuti ad utilizzare correttamente le strutture, le attrezzature, i macchinari ed i sussidi didattici.

    Sono tenuti a tenere comportamenti tali da non arrecare danni né a sé stessi né agli altri né al patrimonio della scuola.

    Sono tenuti pertanto a rispettare con il massimo scrupolo le disposizioni scritte e/o orali che vengono dettate in tal senso dal personale preposto allo svolgimento delle diverse attività.

    21.6. Dovere di contribuire alla migliore qualità della vita scolastica

    Ogni studente è tenuto a collaborare perché l’ambiente scolastico sia il più possibile accogliente, civile, culturalmente vivace.

    In tal senso è anche tenuto a segnalare eventuali disfunzioni, inadempienze e comportamenti lesivi del diritto di ognuno ad avere il migliore funzionamento possibile dell’Istituto.

     

    Art. 22            SANZIONI DISCIPLINARI

    22.1. Criteri

    -                 I provvedimenti disciplinari hanno finalità educative e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica.

    -                 La responsabilità disciplinare è personale.

    -                 Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni.

    -                 Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto.

    -                 In nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell'altrui personalità.

    -                 Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione disciplinare e ispirate, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno.

    -                 Esse tengono conto della situazione personale dello studente.

    -                 Allo studente è sempre offerta la possibilità di convertirle in attività in favore della comunità scolastica.

    22.2. Sanzioni

    1. Per mancanza ai doveri scolastici; per negligenza ripetuta; per atti di maleducazione; per assenza ingiustificata non abituale:

    a) ammonizione privata;

    b) ammonizione in classe;

    c) allontanamento temporaneo dalle lezioni;

    d) ammonizione scritta.

    1. Per il ripetersi delle mancanze di cui alla lettera A e per non aver tenuto conto delle sanzioni ivi previste eventualmente irrogate; per assenze ingiustificate ricorrenti; per fatti che turbino il regolare andamento della scuola, ivi compreso il ripetersi di assenze ingiustificate nonostante una sanzione di cui alla precedente lettera A) eventualmente già irrogata; per gravi e/o reiterate infrazioni disciplinari:

    e)   allontanamento dalla comunità scolastica fino a cinque giorni.

    1. Per offesa alla dignità delle persone, alle istituzioni, alle religioni, alla morale; per oltraggio all’Istituto ed ai suoi rappresentanti; per gravi e/o reiterate infrazioni disciplinari:

    f)   allontanamento dalla comunità scolastica fino a quindici giorni.

    1. Quando siano stati commessi reati:

    g) allontanamento dalla comunità scolastica per una durata definita e commisurata alla gravità del reato, superiore a quindici giorni.

    1. Quando siano stati commessi reati di particolare gravità, se vi sia pericolo per l’incolumità delle persone:

    h) allontanamento dalla comunità scolastica fino al permanere della situazione di pericolo o delle condizioni di accertata incompatibilità ambientale.

    Nei periodi di allontanamento dalla scuola, sono attuati interventi, eventualmente anche con l’assistenza dei servizi sociali, volti a favorire un rapporto con lo studente e con la sua famiglia tale da preparare il rientro nella comunità scolastica.

    Nei casi in cui l’autorità giudiziaria, i servizi sociali o la situazione obiettiva sconsiglino il rientro nella comunità scolastica, all’interessata/o è consentito di iscriversi, anche in corso d’anno, ad altra scuola.

    22.3. Organi competenti ad irrogare le sanzioni e relativo procedimento

    Ammonizione privata e in classe:

    Sono irrogate dall’insegnante o dal Preside.

    Allontanamento temporaneo dalle lezioni:

    E’ irrogata dall’insegnante, che affiderà lo studente ad un collaboratore scolastico per accompagnarlo dal Preside o da un suo collaboratore.

    Ammonizione scritta:

    E’ irrogata dall’insegnante o dal Preside. Essa viene annotata sul registro di classe previa contestazione scritta degli addebiti.

    Allontanamento dalla comunità scolastica fino a 5 o fino a 15 giorni:

    -          E’ irrogata dal Consiglio di Classe nella sua composizione allargata.

    -             Qualora la sanzione debba essere inflitta agli studenti rappresentanti di classe, questi debbono astenersi dal partecipare alla deliberazione che li riguarda.

    -             Il Consiglio di Classe è convocato dal Preside, su proposta dell’insegnante che ha contestato la violazione o del Coordinatore di classe, ed è presieduto dal Preside o da un docente delegato. Esso delibera con la presenza della metà più uno dei suoi componenti.

    -             La votazione avviene a scrutinio segreto. La decisione è adottata a maggioranza dei votanti. In caso di parità dei voti, la sanzione non viene irrogata.

    -             Se sono formulate più proposte e non si forma una maggioranza alla prima votazione, il Presidente mette ai voti due delle proposte per escluderne una, quindi mette ai voti la proposta esclusa con una delle restanti, e così via fino a che le soluzioni siano ridotte a due, sulle quali avverrà la votazione decisiva.

    Allontanamento per periodi determinati, superiori a 15 giorni. Allontanamento a tempo indeterminato.

    Sono irrogati dalla Giunta Esecutiva del Consiglio di Istituto, convocata e presieduta dal suo Presidente, su proposta del Consiglio di Classe. Si applicano le disposizioni dei commi 4 e 5 del punto precedente.

    22.4. Altri aspetti del procedimento di irrogazione

    • Allo studente incolpato devono essere contestati gli addebiti e gli deve essere consentito di giustificarsi.
    • Nel caso di ammonizione privata o in classe o di allontanamento dalle lezioni, la contestazione è formulata oralmente dall’insegnante, che la annota sul registro di classe, unitamente alle eventuali giustificazioni addotte dallo studente.
    • Nel caso di ammonizione scritta, l’adozione del provvedimento disciplinare è preceduta dalla contestazione scritta degli addebiti, contenente l’invito a presentarsi per esporre le proprie ragioni, da comunicarsi all’interessato.
    • Nel caso di provvedimenti disciplinari di competenza degli OO.CC. le contestazioni, con l’invito a presentarsi per esporre le proprie ragioni, debbono essere sottoscritte dal Presidente dell’organo competente a deliberare e comunicate all’interessato. Lo studente ha in questo caso facoltà di presentare memorie difensive scritte e produrre prove e/o testimonianze a lui favorevoli.
    • Il provvedimento deve essere motivato e deve essere comunicato per iscritto allo studente stesso e, se minorenne, ai suoi genitori entro cinque giorni dalla deliberazione.

    22.5. Sostituzione delle sanzioni con attività utili alla scuola

    Per le sanzioni previste alle lettere B. e C. gli studenti possono chiedere che esse vengano sostituite con attività utili alla scuola.

    La richiesta è personale e deve essere pertanto inoltrata dall’interessato (controfirmata da un genitore nel caso di studente minorenne) al Preside, entro cinque giorni dalla comunicazione della sanzione, indicando (fino a quando non vi sarà una tabella di corrispondenza) anche la proposta alternativa. Su di essa decide il Preside, sentito l’Ufficio di Direzione, parimenti entro cinque giorni.

    22.6. Risarcimento del danno. Cauzione

    Ogni comportamento, doloso o colposo, dal quale derivi un danno alla scuola o a terzi, obbliga al risarcimento l’allievo responsabile e le persone che, a norma delle leggi civili, debbano rispondere per il fatto di lui.

    22.7. Organo Interno di Garanzia

    L’organo interno di garanzia giudica:

    1. sui conflitti che sorgano all’interno della scuola in merito all’applicazione del presente regolamento, a richiesta degli studenti o di chiunque vi abbia interesse;
    2. sui ricorsi degli studenti contro i provvedimenti che irrogano sanzioni disciplinari diverse dall’allontanamento dalla comunità scolastica.

    L’organo interno di garanzia è composto, oltre che dal Preside, che lo presiede, da due rappresentanti dei docenti, due degli studenti e uno del personale ATA, eletti dalle rispettive componenti.

    I componenti elettivi dell’O.I.G. restano in carica due anni e sono rieleggibili.

    22.8. Reclami e ricorsi all’Organo Interno di Garanzia

    • I reclami e i ricorsi di cui all’articolo precedente devono essere presentati per iscritto, entro 15 giorni dalla comunicazione del provvedimento disciplinare, al Preside, che convoca l’O.I.G. entro cinque giorni dal ricevimento.
    • La data fissata per la riunione dell’O.I.G. è comunicata all’interessato mediante affissione all’Albo dell’Istituto. Entro la data della convocazione il ricorrente può presentare memorie scritte o chiedere di essere sentito.
    • L’O.I.G. delibera con la presenza della metà più uno dei componenti (quattro membri). Le decisioni sono adottate a maggioranza. In caso di parità prevale il voto del Presidente.
    • Le decisioni dell’O.I.G. debbono essere motivate e comunicate per iscritto agli interessati entro cinque giorni dalla deliberazione.

    22.9. Ricorso al Provveditore agli Studi

    Contro le decisioni del Consiglio di Classe e della Giunta Esecutiva è ammesso ricorso, entro 30 giorni dalla ricevuta comunicazione, al Provveditore agli Studi.

     

     

    TITOLO VI

    REGOLAMENTI SPECIALI

    Art. 23            MATERIE SOGGETTE A REGOLAMENTAZIONE SPECIALE

    Sono soggette a regolamentazione speciale le seguenti materie:

    a)         tenuta dei locali e delle attrezzature

    b)         uso delle macchine di fotoriproduzione

    c)         uso della biblioteca di istituto

    d)         uso dei laboratori

    e)         funzionamento del C.I.C.

    I relativi elaborati sono allegati al presente regolamento di istituto e ne fanno parte integrante e sostanziale.

    All'inizio di ogni anno scolastico il preside può disporre ulteriori regolamentazioni, o dettagliare ulteriormente ed aggiornare quelle esistenti, al fine di assicurare la migliore fluibilità di aule e laboratori e, nel contempo, la migliore conservazione dei locali, attrezzature e suppellettili o il migliore funzionamento delle attività.

    Di tali ulteriori regolamentazioni e disposizioni viene data informazione agli utenti ed agli operatori mediante comunicazione, affissione all'albo, cartelli e quanto altro ritenuto necessario ed utile.

     

    TITOLO VII

    NORME TRANSITORIE E FINALI

    Art. 24            NORME TRANSITORIE

    Il presente regolamento di istituto sostituisce a tutti gli effetti i precedenti regolamenti.

    Per quanto in esso non espressamente previsto si fa riferimento alla normativa scolastica in vigore.

    Art. 25            NORME FINALI

    Il presente regolamento entra in vigore non appena approvato dal C.d.I..

    Esso può essere cambiato, in tutto o in parte, con le stesse procedure previste per la sua approvazione, salvo quanto stabilito per parti di esso.

    R.I. Art. 23 lett. a)

    REGOLAMENTO PER LA BUONA TENUTA DEI LOCALI, DELLE ATTREZZATURE, DELLE SUPPELLETTILI E DEGLI SPAZI DELL'ISTITUTO

     

    Premesso che è compito di tutti gli utenti della scuola e del personale contribuire alla buona conservazione dei locali, delle attrezzature e delle suppellettili, al fine di affermare in concreto l'esercizio delle responsabilità individuali e collettive, rispetto a tale compito viene emanato il seguente regolamento: 

    1. Chiunque, individualmente o in gruppo, sporca o arreca danni ai locali o a parte di essi o alle attrezzature o alle suppellettili della scuola o agli spazi esterni è tenuto al risarcimento del danno con versamento, sul c.c.p. intestato alla scuola, della somma corrispondente al preventivo di spesa che sarà presentato dal soggetto di volta in volta incaricato della riparazione e/o manutenzione o dalla stessa scuola previa richiesta di parere tecnico a personale esperto, interno o esterno all'istituto.

    2. Nel caso di impossibilità di precisa individuazione dei responsabili del danno, si procede nel modo seguente:

    a)         i danni prodotti all'interno delle aule e dei laboratori sono risarciti da tutti gli studenti delle classi che li hanno utilizzati;

    b)         i danni arrecati agli spazi comuni e/o alle attrezzature ivi esistenti sono risarciti dagli studenti di tutte le classi;

    c)         i danni arrecati agli spazi esterni sono risarciti da intere classi o da tutti gli studenti solo qualora risulti chiaro che solo ad essi possono essere fatti risalire tali danni e non ad altri utenti degli stessi spazi o a persone comunque diverse.

    3. Ciascun docente è responsabile delle aule nelle quali la classe cui è stato assegnato fa lezione, nelle ore previste dall'orario settimanale o giornaliero, nonché degli spazi in cui è incaricato della vigilanza secondo il proprio orario.

    Pertanto spetta a ciascun docente controllare che nessuno sporchi o danneggi aule, attrezzature, suppellettili e spazi comuni nelle ore di lezione e nei periodi in cui è incaricato della vigilanza e segnalare immediatamente al docente responsabile - ove esistente - o al Preside, o a chi al momento ne fa le veci, ogni danneggiamento con il nome del responsabile.

    4. Ciascuno studente ha comunque il dovere di collaborare alla buona tenuta di aule, attrezzature, suppellettili e spazi comuni.

    Perciò ha anche, oltre alla responsabilità dei propri atti e comportamenti, il dovere di segnalare con la massima tempestività al docente in servizio nella classe o al docente responsabile - ove esistente - o al Preside, o a chi al momento ne fa le veci, eventuali atti di danneggiamento di altri cui abbia assistito o di cui sia venuto a conoscenza.

    5. Sono tenuti a collaborare allo stesso modo e con pari senso di responsabilità anche il resto del personale e gli altri utenti del servizio.

    6. E' fatta salva in ogni caso la possibilità dell'autorità scolastica di comminare sanzioni disciplinari secondo le norme in vigore.

     

    R.I. Art. 23 lett. b)

    REGOLAMENTO PER L'USO DELLE MACCHINE DI FOTORIPRODUZIONE A SERVIZIO DEGLI STUDENTI E DEI DOCENTI

     

    1. Le fotocopie possono essere fatte solo per uso didattico ed educativo secondo la casistica che può essere aggiornato di volta  in volta dal Preside per esigenze di funzionalità.

    2. Le richiese debbono essere presentate mediante gli appositi modelli direttamente dai docenti in segreteria.

    3. Le fotocopie saranno consegnate al docente richiedente entro 2 giorni se il numero complessivo è inferiore a 10, entro 3 giorni se inferiore a 30, entro 4 giorni se inferiore a 50, entro 5 giorni se inferiore a 100, entro 10 giorni se superiore a 100.

    4. Le fotocopie vengono fatte solo dal personale incaricato.

    E' fatto perciò divieto agli studenti ed ai docenti di usare direttamente le macchine di fotoriproduzione.

    Il Preside può tuttavia disporre di volta in volta il tipo di organizzazione ritenuto più funzionale.

    5. Per le prove di verifica le fotocopie possono essere fatte fino al giorno precedente la data fissata per ciascuna prova dal personale addetto, alla presenza del docente richiedente, in orario concordato direttamente con lo stesso personale.

    6. Per le attività extracurricolari le richieste vanno presentate dal docente delegato. Valgono anche in tale caso le medesime procedure ed i medesimi tempi previsti per le altre situazioni.

    7. Il personale incaricato esplica il compito di fotoriproduzione dalle ore 10.00 alle ore 12.00 di ogni giorno, salvo diversa disposizione del Preside per esigenze di servizio e di funzionalità.

    8. Per quanto non contemplato nei punti precedenti decide il Preside.

     

    R.I. Art. 23 lett. c)

    REGOLAMENTO PER L'USO DELLA BIBLIOTECA

     

    1. Tutto il materiale classificato può essere oggetto di consultazione da parte degli studenti e del personale scolastico.

    2. L'orario di apertura mattutina verrà stabilito con apposita determinazione del Preside.

    L'eventuale apertura pomeridiana viene decisa annualmente dal C.d.I., sentito il C.D., comunque in coincidenza con l'apertura pomeridiana della scuola.

    Il C.d.I. decide parimenti sull'eventuale apertura al pubblico.

    3. Il periodo di prestito non può andare oltre le due settimane. Per le classi 5e tale periodo può essere prolungato fino al giorno degli orali degli esami di maturità. Nel periodo estivo il prestito per le altre classi è interrotto al 10 luglio.

    4. La consultazione avviene alla presenza del personale addetto ed il prestito è fatto direttamente dal medesimo con registrazione della data di inizio e di restituzione.

    5. La consultazione da parte di una intera classe avviene in orario concordato con il personale addetto ed alla presenza del docente interessato.

    6. Il prestito può essere ammesso anche per gli ex studenti dell'istituto nel rispetto delle regole valide per gli utenti interni.

    7. Il Preside può variare e/o specificare ulteriormente quanto previsto

  • Carta dei Servizi   ( 7 articoli )
    La Carta dei Servizi del Liceo
  • Codice Deontologico   ( 1 Articolo )
    Il Codice Deontologico dei docenti
  • Esami di Stato   ( 5 articoli )

    Normativa Esami di Stato

     

  • Codici Comportamento   ( 1 Articolo )
  • Patto di Corresponsabilità   ( 1 Articolo )
  • Amministrazione   ( 9 articoli )
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  • Circolari   ( 40 articoli )

     




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