Liceo Ettore Majorana Orvieto

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Home Progetti Il Progetto Gikomero
Progetto Gikomero
24Dal 2004 il Liceo Majorana di Orvieto è gemellato con l'Ecole Sécondaire Gikomero, una scuola superiore rurale del Rwanda, in un villaggio senza acqua né luce. Nel corso degli anni abbiamo aiutato la scuola a collegarsi a internet in modo da poter portare avanti uno scambio culturale tra gli studenti delle due scuole. I nostri studenti si sono sempre attivati per reperire le risorse necessarie al mantenimento dell'infrastruttura tecnologica, tra l'altro interamente basata su open source, e per dare un sostegno allo studio per alcuni  studenti di Gikomero.

Murakoze, Majorana!

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sanFrancesco_VolantinoCena_7middle130 Persone hanno partecipato venerdi 11 febbraio alla cena di cooperazione per il Progetto Gikomero, presso il Ristorante "Al SanFrancesco". L'evento è stato organizzato in tutti i dettagli dagli studenti della classe 4 linguistico, che per il secondo anno sta portando avanti le attività coinvolte nel gemellaggio con la Ecole Secondaire Gikomero.

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La storia di Gikomero sul Cantiere del Futuro

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rwanda sul cantiere del futuroIl Progetto Gikomero è descritto nel dettaglio sul portale de "Il Cantiere del Futuro". Qui si potrà trovare la storia del progetto, la descrizione della scuola, degli aspetti tecnici dell'intervento fatto, un po' di storia del Rwanda con schede bibliografiche e filmografiche. Per ultimo, ma non meno importante, i ringraziamenti a tutti quelli che hanno dato il loro contributo.

Apri in una nuova finestra il Progetto Gikomero sul Portale del Cantiere del Futuro.

Nel seguito invece si potranno leggere alcune email scritte da un insegnante del Majorana mentre si trovava in Rwanda per il progetto.

 

La 3L ha preso il testimone

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3L_Xmas_09Giugno 2009, festa della scuola di fine anno: gli studenti della "gloriosa" 5L, la classe che aveva dato un grande contributo al Progetto Gikomero, mandando anche il suo rappresentante Damiano Di Carlo in missione in Rwanda, salgono sul palco per passare il Gorillino alla attuale 3L.

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Lettere dal Rwanda - peppe scrive 4

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panoramica

Victor Clément Nshizirungu, chat Orvieto-Gikomero 11 settembre

13:51 moi: Clément tu est la?
13:52 Victor: jesuis la
moi: si tu vois la petit fenetre en bas, tu peus l'enlargir en cliquant sur "fenetre externe"
COmme vas tu, mon chere ami?
13:54 Victor: Ca va mais difficilement parce que tu m'aquitté
13:55 moi: je suis à Gikomero en digital!
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Lettere dal Rwanda - peppe scrive 3

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L'Ecole Secondaire Gikomero si trova a 1800 metri sul livello del mare. Lo sapevo, ma non avevo pensato che usare a questa quota il generatore a scoppio con la carburazione adatta per Roma significa sprecare almeno il 30% di carburante. Facile, basta portarlo da un meccanico e fargli mettere un ugello più fino. Già. Solo che un meccanico, a Kigali, è più o meno uno che possiede una decina tra chiavi inglesi e martello. Del resto è difficile trovare in giro un mezzo che non ti asfissi con una nuvola di scappamento nero.

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Lettere dal Rwanda - peppe scrive 2

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UMUZUNGU!!
E' la prima parola di kinyarwanda che impari. Vuol dire "bianco". In campagna, dove i abazungu sono ben rari, te la urlano addosso i bambini sfoderando sorrisi a 128 denti, o se la scambiano tra loro due studenti che camminano tenendosi per mano, accompagnandola da un sorrisino tipo "natural modestia". Se poi gli rispondi muraho, ciao, o mwaramutse, buongiorno, il sorriso dei primi incredibilmente si allarga ancora di più, mentre gli altri a volte sembrano quasi imbarazzati mentre rispondono educatamente. Le eventuali traccie lasciate dagli abasungu si riconoscono all'istante: i mocciosi ti chiedono agacupa, umuzungu: sperano in una bottiglietta di plastica dell'acqua - a volte vedi un fortunato possessore che se la ciuccia piena di terra. Oppure tendono la mano: amafaranga, denaro.


E sono davvero tanti i bambini e i giovani, in un paese che attualmente ha un tasso di natalità del 5,6% annuo (ma una speranza di vita inferiore a 50 anni) ed è il più densamente popolato dell'intero continente, con 10 milioni di abitanti che coltivano questa terra delle mille colline

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