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Italia fragile

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italiaAncora una volta è stato Pietro Greco, il noto giornalista e scrittore, nonché conduttore di Radio3 Scienza, a dare inizio ai lavori di OrvietoScienza. Il tema scelto quest'anno è quello del rischio legato al territorio, per la sua attualità e per gli stretti legami che presenta tra aspetti scientifici e aspetti sociali. Ottanta studenti del nostro Liceo hanno ascoltato, venerdì 27 ottobre, una relazione di Pietro Greco proprio sul tema del rischio. Quello sismico, vulcanico, idrogeologico, di incendio, legato ai cambiamenti climatici: in tutti questi casi l'equazione è la stessa: il rischio è il prodotto di diversi fattori,

 

la probabilità dell'evento, l'esposizione, la vulnerabilità, che possono ognuno assumere valori diversi in base al fenomeno, al luogo, alle azioni di prevenzione dell'uomo. Ma c'è un quarto fattore che concorre alla definizione globale del rischio, ed è quello della percezione. Oggi siamo passati dalla scienza degli orologi a quella delle nuvole, ha continuato Pietro Greco, cioè dalla sfera del determinismo a quella della complessità, descritta meglio in termini di scenari di probabilità. La grande sfida culturale che abbiamo davanti è quella di essere chiamati a decidere in un regime di incertezza.

 

 

La percezione individuale non basta, ne occorre una sociale e politica, se si vuole che dalla percezione del rischio discenda una azione di prevenzione. Occorrono per questo una cultura, cioè informazione e conoscenza, ma anche dei valori e, fondamentale, la memoria. Noi non abbiamo memoria: dopo ogni evento catastrofico perdiamo in breve tempo la memoria e ricominciamo a costruire negli stessi posti sbagliati e con le stesse tecniche sbagliate, continuiamo a trattare male le nostre montagne e i nostri fiumi. Per questo Greco ha lanciato l'appello agli studenti perché costruiscano un Manifesto per la Prevenzione e una Wikimemoria, una sorta di enciclopedia collaborativa per mappare il rischio e conservare la memoria. Il nostro ospite ha voluto terminare il suo intervento con una nota positiva: è possibile trasformare il rischio in opportunità! Ad ogni rischio è possibile associare un campo in cui possiamo sviluppare conoscenza ed esperienza, in cui possiamo diventare i più bravi e inventare nuovi posti di lavoro. 

Il prossimo passo sarà la presentazione dei laboratori pomeridiani a classi aperte, che accompagneranno gli studenti fino all'appuntamento del 16 e 17 febbraio, le due giornate di OrvietoScienza in cui le relazioni degli esperti di INGV, ARPA, ISPRA, La Sapienza, Protezione Civile, saranno punteggiate dalla presentazione dei risultati dei lavori di questi mesi.

 


 

 

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