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A colloquio con Ungaretti

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Nei giorni 25-26-27 febbraio, in sedici abbiamo partecipato a I Colloqui Fiorentini, un’esperienza letteraria ma non solo, visto che ci ha fatto conoscere, riflettere, sognare.

Il Convegno, che è incentrato sull'incontro di differenti opinioni relative al pensiero e alle opere dei maggiori autori italiani, quest’anno è stato dedicato a Giuseppe Ungaretti, di cui abbiamo conosciuto più intimamente il talento letterario e l’umanità.

L’avvenimento aveva come titolo “ Quel nulla di inesauribile segreto”, verso estrapolato dalla poesia Il porto sepolto.

Ci siamo approcciati all'autore iniziando a leggere i suoi componimenti, utilizzando spirito critico, registrando di volta in volta le emozioni che quelle letture suscitavano. Ci siamo chiesti quale storia e quali esperienze private si celassero dietro quelle parole, quindi abbiamo riflettuto su temi come il dolore e il mistero dell'esistenza, percepiti tanto vicini a noi quanto ad ogni uomo. L’ interpretazione personale di ciascuno ci ha portati prima a discutere e poi a scrivere la nostra tesina, elaborando anche un breve racconto, frutto di un'analisi che si è posta al di là dell'ambito prettamente scolastico. Tutto ciò ci ha molto arricchiti, ci ha fornito anche un nuovo modo di apprendere che ha avuto il suo avvio dalla conoscenza della vita sofferta e delle parole di Ungaretti, alla scoperta di quel messaggio o di quei messaggi che potevano incontrarsi con le nostre esperienze.

Quindi siamo partiti per Firenze.

Una volta arrivati, abbiamo avuto modo di assistere a interventi di autorevoli relatori, i quali non solo hanno affrontato l'aspetto tecnico delle poesie di Ungaretti ma ci hanno fatto penetrare nell'animo del poeta e quasi immedesimare per un attimo nella sua vita, come in un cammino continuo di conoscenza e di comprensione delle cose. E’ stato bello e interessante.

Tra gli intervenuti, l’aspetto fortemente umano dell'autore è stato evidenziato, a nostro parere, dallo scrittore Rondoni il quale, attraverso la lettura della poesia dedicata al figlioletto di Ungaretti, morto in tenera età, è riuscito a coinvolgerci emotivamente. Egli ha sottolineato la forza di Ungaretti, la sua capacità di far riflettere, di far sentire il respiro vitale.

Quando leggiamo poesia, ha detto Rondoni, non riusciamo ad esaurire il mistero che essa esprime, perché la vita è sempre un po’ mistero. Il segreto è inesauribile.

Poi ha concluso il discorso ponendoci direttamente la domanda: “Ma voi a cosa vi aggrappate per restare in vita?”, mentre stava dimostrando che la poesia non è solo figure retoriche e metri, bensì edificante esperienza di vita.
Di seguito i lavori de I Colloqui Fiorentini
 


 

 

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