aprile2010_1Quest’anno si è ricominciato a parlare del problema “rifiuti”. Questo argomento è stato affrontato da noi studenti della classe 2ST nell’ambito del progetto “Raccolta differenziata”, sotto la guida del geologo dott. Belisario F., responsabile WWF Orvieto, e dell’insegnante di Scienze, prof. Vonmoos A.. La nostra classe ha anche effettuato una visita guidata alla discarica dei rifiuti solidi urbani di Orvieto e all’Isola ecologica di Bardano (un’area attrezzata in cui si raccolgono rifiuti particolari come le batterie delle macchine o i vecchi elettrodomestici) dove ha avuto un incontro con l’assessore all’ambiente, sig.ra Roberta Tardani e con il responsabile dell’ufficio Ambiente del Comune di Orvieto, Ing. R. Sacco. Qui abbiamo imparato molte cose sul funzionamento e l’ organizzazione di una  discarica e soprattutto ci sono statti comunicati  dei dati che nessuno di noi immaginava.

Tanto per cominciare, dobbiamo avere ben chiaro il concetto di rifiuto. La definizione di rifiuto viene attribuita a qualsiasi oggetto o sostanza di cui il detentore si vuole disfare in quanto ritenuto ormai inutilizzabile e privo di valore. Ma è poi proprio vero che i nostri rifiuti sono ormai privi di ogni valore? E a quanto ammonta la nostra produzione di rifiuti domestici?

Il problema dei rifiuti ha assunto negli ultimi anni proporzioni preoccupanti per il semplice fatto che noi ne produciamo una quantità enorme e ricicliamo molto poco.

Ti stai chiedendo perché questo problema ti dovrebbe riguardare?

La risposta è semplice: perché anche tu ne sei responsabile. Ed è bene che tu sappia diverse cose su quello che getti via come rifiuto.

Solamente in Umbria si producono circa  577.000 tonnellate  di rifiuti all’anno, cioè 661 kg annui  pro capite,  (nel comune di Orvieto 547,5 kg. pro capite)

Considerando che nella lista delle Regioni che producono più rifiuti c’è anche l’Umbria (terza dopo Toscana ed Emilia Romagna), possiamo dire che sarebbe ora di fare qualcosa.

Sicuramente ora ti stai chiedendo dove vanno a finire questi rifiuti.aprile_2010_2

Purtroppo in Italia il principale metodo di eliminazione dei rifiuti resta attualmente la discarica .

Dati del 2006 attestano a oltre il 50% la parte di rifiuti smaltita in discarica.

I rifiuti possono andare in tre tipologie di discariche:

  • Discarica per rifiuti inerti
  • Discarica per rifiuti non pericolosi (tra i quali i Rifiuti Solidi Urbani)
  • Discarica per rifiuti pericolosi (tra cui ceneri e scarti degli inceneritori)

La discarica per rifiuti non pericolosi è un luogo dove  vengono depositati, in modo non differenziato,  i  Rifiuti Solidi  Urbani (RSU) e tutti i rifiuti provenienti dalle attività umane. L’Unione Europea ha stabilito , con la direttiva 99/31/CE , che in tali discariche debbano finire solo materiali a basso contenuto di carbonio organico e materiali non riciclabili: in sostanza, dando priorità al recupero, la direttiva prevede il compostaggio ed il riciclo quali strategie primarie per lo smaltimento dei rifiuti. Infatti i residui di molti rifiuti, soprattutto di RSU organici, restano attivi per oltre 30 anni e producono numerosi liquami altamente contaminanti per il terreno e le falde acquifere. Dal punto di vista dell'emissione in atmosfera di gas responsabili dei cambiamenti climatici, le discariche risultano nocive se il rifiuto non viene preventivamente differenziato. E' scientificamente provato che i rifiuti in discarica causano emissioni ad alto contenuto di CH4 (metano) e CO2 (diossido di carbonio), due gas serra molto attivi. Una moderna discarica deve quindi assicurare la presenza di sistemi di captazione di tali gas (in particolare il metano, che può essere usato come combustibile per produrre energia anziché venire disperso in atmosfera) e deve essere realizzata secondo una struttura a barriera geologica in modo da isolare i rifiuti dal suolo.

aprile_2010_4Come funziona la nostra discarica Comunale?

Qui ad Orvieto abbiamo una discarica per i rifiuti solidi urbani progettata e organizzata secondo tutte le norme di legge e  anche dotata di un grande e moderno impianto di compostaggio. Qui vengono trattati tutti i rifiuti di questo comune (67.684 ton. nel 2007), ma anche quelli provenienti dall’impianto di selezione di Terni (39.888 ton. 2007). I rifiuti provenienti da fuori, arrivano alla nostra discarica già trattati. Infatti il rifiuto indifferenziato, appena giunto in discarica, dopo una prima fase di triturazione e di separazione della frazione metallica, viene sottoposto  a trattamento meccanico-biologico. Questo trattamento consiste nella divisione dei rifiuti in una  frazione secca e una umida (organica) ed è molto importante poiché ha la capacità di ridurre peso e volume dei rifiuti e consente eventualmente di recuperarne una parte.

La frazione umida viene sottoposta a compostaggio con produzione di compost e di biogas e può in questo modo essere interrata nella discarica riducendo i problemi di cui si parlava sopra.

Il compost di qualità, da utilizzare come ammendante agricolo per migliorare le caratteristiche del suolo, può essere ottenuto soltanto dalla frazione organica differenziata all’origine, che però, purtroppo, rappresenta una percentuale relativamente piccola, ( circa il 13% nella prov. di Terni).

La frazione secca è costituita prevalentemente da plastiche che fino al dicembre 2008 venivano inviate al termovalorizzatore di Terni per l’incenerimento con recupero di energia. Tale impianto  ha funzionato per trentadue anni bruciando il 50 per cento dei rifiuti della città e della sua intera provincia e producendo energia elettrica.

Dal dicembre del 2008 è stato bloccato poiché i suoi forni bruciavano senza autorizzazione anche ciò che non avrebbero potuto, liberando nell’aria acido cloridrico e diossine.

La chiusura di questi forni, fa si che anche la frazione secca con tutta la plastica in essa  contenuta, venga attualmente  interrata all’interno della discarica accelerando così, purtroppo, il momento della sua chiusura. E’da precisare inoltre che questi materiali hanno tempi di biodegradabilità elevatissimi per cui sarà possibile ritrovarne tracce per un periodo che va dai 300 ai 1000 anni dopo la chiusura della discarica.

Come possiamo agire per contribuire al miglioramento di questa situazione?

Sicuramente la raccolta differenziata è il modo migliore, se non l’unico, per aiutare sia noi che l’ambiente. Grazie a questa semplice ma a volte scomoda azione si potrebbero risparmiare 30 euro per ogni tonnellata di rifiuti da smaltire perché una tonnellata di differenziato costa circa 60 euro mentre una di non differenziato viene  a costare intorno ai 90 euro.

Grazie alla raccolta differenziata  è inoltre possibile riciclare materiali con molti vantaggi.

Infatti il riciclaggio consente di:  aprile_2010_3

  • Prevenire lo spreco di materiali potenzialmente utili
  • Ridurre il consumo di materie prime
  • Ridurre l’utilizzo di energia necessaria per produrli
  • Ridurre l’emissione di gas serra.

Purtroppo nella nostra città la raccolta differenziata viene poco praticata. Infatti da una elaborazione di dati della Regione Umbria, risulta che ad Orvieto i rifiuti differenziati all’origine ammontavano nel 2008 all’11%, in netto calo rispetto al 2006 (14%), mentre altri comuni, molto più virtuosi del nostro,  presentano percentuali in aumento nello stesso trienno che vanno ad esempio dal 31/34% di Terni, Perugia e Narni, al 45/47% di Marciano e Gubbio.

L’obiettivo principale del nostro progetto era tra l’altro quello di sensibilizzare al problema anche gli altri studenti e di avviare nella nostra scuola una raccolta differenziata di multi materiale.

Fortunatamente le nostre autorità comunali ci hanno assicurato che a partire dalla prossima estate verrà organizzata nella nostra città una raccolta differenziata dei rifiuti con il sistema porta a porta e ci hanno offerto ampia disponibilità nell’organizzare tale raccolta all’interno della scuola all’inizio del prossimo anno scolastico. Pertanto la nostra attività riprenderà a settembre con delle azioni volte in maniera più incisiva a sensibilizzare e a far rispettare le indicazioni che ci vengono date sull’importanza del riciclaggio

Però non dimentichiamoci che a monte di tutto ciò sono importanti anche  le nostre scelte quotidiane  sui consumi

  • Acquistare prodotti che contengano la minore quantità di imballaggi o non ne abbiano affatto
  • Utilizzare prodotti biodegradabili (bioplastiche, pile ricaricabili, ecc.)
  • Munirsi di una borsa riutilizzabile quando ci rechiamo a fare la spesa

L’ Isola ecologica

Il nostro Comune ha anche recentemente istituito un centro di raccolta  per  rifiuti ingombranti e/o pericolosi, Isola ecologica, situato nella zona industriale di Bardano.  Si tratta di un luogo attrezzato per lo smaltimento corretto e per il recupero di molti materiali che è gratuitamente al servizio dei cittadini del comune di Orvieto i quali possono qui conferire tutti i vari oggetti che non è consentito gettare nei cassonetti.: elettrodomestici, computer, televisioni, cellulari, ma anche batterie scariche, tubi al neon, reti metalliche, ecc. Tutti manufatti dai quali è ancora possibile ricavare componenti e materiali da riciclare. In questo centro  ci viene altresì spiegato che parte delle strutture e i nuovi uffici sono stati realizzati con i proventi di questa attività che fornisce materiali a ditte specializzate nel riciclaggio e riutilizzo.

Ma cos’è che i cittadini forse non sanno?

È dato per scontato che la gente dia poca importanza ai rifiuti e al metodo con cui questi ultimi vengono gestiti all’interno della discarica. Forse è questo il motivo per cui molte famiglie preferiscono buttare tutto in un unico sacco.

Però molti non sanno che, se non si raggiunge una percentuale di almeno il 65% di rifiuti differenziati sui rifiuti totali entro il 2012, ci sarà un aumento della tassa sui rifiuti del 20%.

Forse quando le tasse cresceranno eccessivamente la gente farà più attenzione a differenziare i rifiuti.

Gli Studenti della classe 2ST

In particolare: Rotariu Cezar, Tapu Robert Alin, Femminelli Benedetta, Bacci Marco.

L’insegnante:  Vonmoos Angiolina